BIOCHAR

 

biocharIl Biochar è un carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi della biomassa legnosa. In particolare si ottiene da residui/sottoprodotti agricoli quali: potature, stoppie di mais o grano, lolla di riso, mallo di mandorla, fogliame secco, ecc.

Attraverso la pirolisi si ottiene un gas (syngas) con un potere calorifico pari al GPL che può essere utilizzato nei processi produttivi che necessitano calore (es. produzione energia elettrica), oli combustibili e Biochar o carbone vegetale.

Il Biochar è un concime/ammendante agricolo di elevato pregio. Diversi studi hanno dimostrato che la sua elevata porosità aumenta la ritenzione idrica e la disponibilità di alcuni elementi nutritivi che rimangono più a lungo disponibili nel terreno; migliora inoltre la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche (Chan et al, 2008). Altri studi evidenziano l’impatto positivo del Biochar sulle rese agricole diminuendo il fabbisogno di acqua e fertilizzanti (Yamato et al, 2006; Chan et al, 2008; Baronti et al, 2010; Vaccari et al, 2011). La struttura compatta di questo carbone vegetale permette inoltre di non essere degradato dai microrganismi del terreno e quindi di stoccare carbonio invece che farlo tornare all’atmosfera sotto forma di CO2 come nel caso del compost o dell’abbruciamento dei residui di potatura (Lehmann et al, 2002).

Secondo Yanai et al. (2007), l’impiego di biochar sui terreni agricoli permette di diminuire le emissioni di N2O dal suolo, gas a effetto serra con un Global Warming Potential 296 volte maggiore della CO2 (IPCC, 2001).

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