L’ Unimont incontra la “Fondazione Maddalena di Canossa” di Bergamo

Si sono appena concluse tre splendide giornate durante le quali l’ Università della Montagna di Edolo (BS) ha incontrato gli studenti del corso IFTS AGROENERGIE della “Fondazione Maddalena di Canossa” di Bergamo.

Durante questo incontro i ragazzi hanno potuto osservare da vicino la produzione dello zafferano e visitare i campi che sono stati messi a disposizione dalla nostra collaboratrice Nadia Malisia per attività di ricerca dell’ Unimont. Inoltre hanno seguito attivamente la parte analitica di controllo qualità della spezia secondo la ISO 3632 1,2:2010-2011 svoltasi presso i laboratori del Ge.S.Di.Mont. dove vengono effettuate regolarmente le analisi dei campioni di zafferano che ci provengono dai produttori di tutta Italia.

Esperienza molto positiva sia per gli studenti ma anche per l’ Università.

..alcune foto..


La qualita’ dello zafferano delle Alpi

Alcuni frutti del nostro lavoro…

Sulla base dei dati raccolti sullo zafferano prodotto nelle alpi italiane durante la stagione 2016-2017 il Centro Gesdimont ha potuto pubblicare un articolo -Quality traits of saffron (Crocus sativus L.) produced in the Italian Alps- sulla rivista “Open Agriculture”. L’articolo puo’ essere scaricato nella sezione “Ricerca/Pubblicazioni”.

A presto!

Buone feste!

Anche il Ge.S.Di.Mont va in vacanza! 

buone-feste

Il Centro Ge.S.Di.Mont rimarra’ chiuso dal 23/12/2016 al 08/01/2017. Tutte le attivita’ verranno riprese regolarmente il 09/01/2017.

Con l’occasione auguriamo a tutti voi un buon Natale e un felice Anno nuovo!

Analisi Qualitative Zafferano 2016/2017

Eccoci di nuovo con le analisi qualitative del vostro zafferano..

Vi ricordiamo che la spezia deve essere essiccata e che l’invio del campione (minimo 1 gr) deve avvenire almeno un mese dopo la data di confezionamento in quanto i componenti che determinano la qualità del vostro prodotto necessitano di un periodo di tempo per stabilizzarsi.

Chiediamo inoltre di fornire i vostri contatti (nome, cognome, nome dell’azienda, numero di telefono, email, ecc.) ai fini dell’aggiornamento del nostro Sistema.

Per concludere, il report delle analisi verrà inviato per email l’ultima settimana del mese di ricezione del campione.

Grazie e buona raccolta!

Scuola Biochar 2016

Scuola Biochar 2016

Il 29 e 30 Settembre 2016 si terrà presso l’Osservatorio Ximeniano di Firenze una scuola che tratterà i temi principali del Biochar: dalla produzione all’applicazione sia al suolo come ammendante, che per altri usi, considerando gli aspetti normativi e qualitativi.

Per ulteriori informazioni contattare: [email protected] // +39 055 3033711

Scuola Biochar_2016

Biochar e zafferano

Per questa stagione produttiva (2016/2017) abbiamo deciso di condurre uno studio sperimentale sulle differenze qualitative/agronomiche dello zafferano utilizzando come ammendante il Biochar.

Ecco a voi l’inizio dei lavori…

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Ringraziamo vivamente i cari produttori di zafferano Nadia e Giuliano, nonchè nostri collaboratori, per il loro aiuto e per aver messo a disposizione i campi per lo svolgimento di questo studio. Grazie!

BIOCHAR

 

biocharIl Biochar è un carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi della biomassa legnosa. In particolare si ottiene da residui/sottoprodotti agricoli quali: potature, stoppie di mais o grano, lolla di riso, mallo di mandorla, fogliame secco, ecc.

Attraverso la pirolisi si ottiene un gas (syngas) con un potere calorifico pari al GPL che può essere utilizzato nei processi produttivi che necessitano calore (es. produzione energia elettrica), oli combustibili e Biochar o carbone vegetale.

Il Biochar è un concime/ammendante agricolo di elevato pregio. Diversi studi hanno dimostrato che la sua elevata porosità aumenta la ritenzione idrica e la disponibilità di alcuni elementi nutritivi che rimangono più a lungo disponibili nel terreno; migliora inoltre la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche (Chan et al, 2008). Altri studi evidenziano l’impatto positivo del Biochar sulle rese agricole diminuendo il fabbisogno di acqua e fertilizzanti (Yamato et al, 2006; Chan et al, 2008; Baronti et al, 2010; Vaccari et al, 2011). La struttura compatta di questo carbone vegetale permette inoltre di non essere degradato dai microrganismi del terreno e quindi di stoccare carbonio invece che farlo tornare all’atmosfera sotto forma di CO2 come nel caso del compost o dell’abbruciamento dei residui di potatura (Lehmann et al, 2002).

Secondo Yanai et al. (2007), l’impiego di biochar sui terreni agricoli permette di diminuire le emissioni di N2O dal suolo, gas a effetto serra con un Global Warming Potential 296 volte maggiore della CO2 (IPCC, 2001).